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Alcune notizie dal Coro Sibilla

Alcune notizie dal Coro Sibilla

Cantare la montagna: il II Memorial Gabriele Bianchi a Rieti

Il 27 ottobre 2024 il Coro Sibilla CAI Macerata ha partecipato al II Memorial Gabriele Bianchi, un doppio appuntamento all’insegna della musica corale e della passione per la montagna, che ha reso omaggio ad una delle figure più importanti del Club Alpino Italiano. Gabriele Bianchi, Past President Generale del CAI e Fondatore del Centro Nazionale Coralità del CAI, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’associazione e nel mondo della coralità alpina.

Il concerto si è svolto alle ore 17:00, presso l’Auditorium Santa Scolastica di Rieti; la rassegna corale “Cantare la Montagna” ha visto protagonisti quattro cori del CAI che, attraverso i loro canti, hanno fatto rivivere l’amore per la montagna.
Hanno partecipato il Coro CAI Rieti, diretto dal Maestro Teresa Buono, il Coro CAI Frosinone, diretto dal Maestro Giuseppina Antonucci, il Coro CAI Aprilia, diretto dal Maestro Cristian Alderete e il Coro Sibilla CAI di Macerata, diretto dal Maestro Fabiano Pippa.
Il coordinamento è stato affidato al Centro Nazionale Coralità del CAI, che da anni si impegna a promuovere e diffondere la cultura del canto corale legato alla montagna.
Entrambi gli eventi sono dedicati alla memoria di Gabriele Bianchi, una figura che ha dato tanto al Club Alpino Italiano e alla coralità montana. La sua passione e il suo impegno continuano a vivere attraverso questi incontri, che riuniscono cori e pubblico nel nome della montagna e della musica.

Il Coro Sibilla a Montelupone per ricordare Pierluì da Montrupò

il ricordo dell’amico Cisirì

Pierluigi era un timido studente universitario che stava per laurearsi in legge e noi lo prendevamo in giro perché, allora, era fidanzato con una ragazza non propriamente bella, tanto che l’avevamo definita “Genoveffa la racchia”.
Poi ci siamo persi di vista per qualche anno, ma la passione per il folklore e per lo spettacolo ci ha fatto nuovamente incontrare e le nostre vie sono diventate parallele.
Lui era cresciuto, non era più lo studentello che io avevo conosciuto: adesso era diventato un vulcano, “un fuoco artificiale” di idee che scoppiavano e schizzavano fuori dalla sua mente una dietro l’altra, proprio come quegli spari che, lanciati in alto, si aprono in ombrelli di mille colori.
E così sono nati il Gruppo Folcloristico La cantina e il Gruppo Podistico, mentre lui prendeva parte attiva al Coro Sibilla e collaborava in modo attivo e continuativo con la Pro Loco di Montelupone e con la sezione dell’Avis. Aveva anche creato un’associazione fra i gruppi podistici di varie città italiane e con queste organizzava staffette lunghe centinaia di chilometri.
Tra tante attività il suo “fiore all’occhiello” credo fosse l’organizzazione della manifestazione podistica
nazionale “Corri con noi e vai come vuoi”, giunta ad avere fino a mille partecipanti arrivati da tutta Italia non solo per partecipare, ma anche per avere il piacere d’incontrare e di salutare l’amico Pierluigi.
Nello svolgimento di tutte queste attività era supportato con amore e intelligenza dalla sua signora che gli era accanto e, qualora fosse necessario, sapeva come prenderlo per mano e “guidarlo sulla retta via” che lui, per la foga di fare sempre meglio, a volte e senza volerlo, tralasciava…

Il Coro Sibilla CAI a Gorizia e al Sacrario di Redipuglia

Armonie del territorio

Il 5 ottobre il Coro Sibilla CAI Macerata è stato invitato dalla Corale di Lucinis al concerto “Armonie di popoli” che si è tenuto nella Sala San Giorgio a Lucinico (GO). Prima dell’evento canoro, però, siamo stati al Sacrario Militare di Redipuglia ove riposano le salme di 100.187 soldati italiani.
Qui, in pochi chilometri quadrati, vi furono tra austriaci e italiani 400.000 morti!
Nessun fiore perché Redipuglia non è un cimitero: fu, anzi, costruita come antitesi al cimitero.
Uno schieramento di morti, la sacralizzazione della guerra.

Gorizia, nata sotto l’Impero Austro-Ungarico, divenne italiana nel 1921.
Dopo la fine della guerra, nel 1947, gli abitanti si trovarono improvvisamente divisi. Da un lato chi rimase in Italia e dall’altro chi si ritrovò in Jugoslavia.
Questo muro non solo separò famiglie e amici, ma spesso segnò anche la fine di attività commerciali e agricole.

Dalla parte jugoslava, oggi in territorio sloveno, sorse una nuova città, Nova Gorica. Per decenni, le due città furono divise fino a quando nel 2004 la Slovenia entrò nell’Unione Europea.
Oggi è semplicemente una città europea, dove i confini del passato si sono dissolti e dove convivono diverse identità, storie, culture e tradizioni.
In questa trasferta il canto per noi è passato in secondo piano davanti alla Storia e al ricordo di chi ha dato la propria vita per un ideale.

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